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Mi chiamo Claudio Puoti, ho 63 anni, sono epatologo ed internista a Roma. La mia storia inizia una sera caldissima del luglio 2014,  guardando al TG per l’ennesima volta le ennesime immagini dell’ennesimo naufragio di migranti partiti dalle spiagge libiche, con decine di morti fra cui moltissimi bambini.

Ogni tanto nella vita accade che ci si dica che si può fare qualcosa di più, oltre a provare la solita consolatoria quanto generica compassione, per cui presi la decisione di propormi  come medico volontario a bordo delle navi militari italiane impegnate già da qualche mese nella missione umanitaria Mare Nostrum.  La mattina dopo contattai tramite la  Marina Militare Italiana una Fondazione umanitaria impegnata nel reclutamento dei volontari civili da inviare sulle navi (la ONLUS “Francesca RAVA” di Milano), e dopo poco (il 12 agosto 2014) mi imbarcai sulla Nave San Giusto, salpata da Augusta (CT) per il canale di Sicilia ed il  Golfo della Sirte.

Durante la missione, durata diverse settimane, ho partecipato al soccorso di oltre 2000 persone, delle più varie provenienze : Siria, Chad, Mali, Sierra Leone, Nigeria, Senegal, Eritrea, Etiopia, Somalia, Liberia…. Tra di loro, donne incinte, anziani, neonati e bambini piccolissimi, uomini giovani, adolescenti, in una sorta di esodo biblico inimmaginabile per chi non ha visto dal vivo quelle scene.

Da un punto di vista medico arrivava di tutto: decine di casi di scabbia, stati gravissimi di disidratazione, ferite da taglio e da arma da fuoco, gastroenteriti acute, febbri altissime, gravidanze avanzate. Per fortuna non incrociai nessun caso di Ebola, nonostante l’epidemia esplosa da pochi mesi e diffusa dalla Sierra Leone a molti altri paesi dell’ Africa sub sahariana.

L’esperienza fu umanamente molto forte, fisicamente impegnativa per gli inevitabili disagi che si provano su una nave da guerra, e psicologicamente anche destabilizzante rispetto alle certezze della vita occidentale.

Avevo detto a me stesso che sarebbe stata la mia prima e unica missione, ma una volta  provata una esperienza del genere è impossibile poi non ripeterla, per cui successivamente mi sono nuovamente imbarcato su Nave San Giusto, poi su Nave Comandante Borsini, poi le missioni addestrative della Missione Europea EUNAVFORMED (European Union Naval Force in Mediterranean), sino all’ultima  partenza dell’agosto 2017 su Nave Cassiopea.

E quando mi sono reso conto che queste missioni impegnavano sempre più tempo, mi sono dimesso in anticipo dal mio posto di Primario Medico di ruolo in un ospedale dei Castelli Romani, in modo da poter meglio conciliare il lavoro e le missioni umanitarie.

Claudio Puoti

Liver Unit, INI Research Institute and Clinics - Grottaferrata, Rome Hepatologist Consultant, National Cancer Institute "Regina Elena", Rome Professor of Psychopharmacology, "N. Cusano" University, Rome www.epatologia.org

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